Sharing economy: uno sguardo all’offerta turistica

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Sharing economy: uno sguardo all’offerta turistica

Da una recente partecipazione ad un Convegno dedicato allo Sharing economy nel mondo turistico-alberghiero organizzato da Federalberghi Siena, a cui ho avuto il piacere di aderire la settimana scorsa, ho tratto le mie personali conclusioni che spero qualcuno di voi lettori potrà condividere.

La scelta dell’immagine in evidenza non è casuale ma associata all’idea di Sharing… letteralmente infatti intendiamo “economia in condivisione”…con chi?

Ma con un mare di strutture ricettive non necessariamente alberghiere che si presentano nel mercato con un’ offerta turistica di molto simile ma ad un prezzo concorrenziale o oltremodo competitivo rispetto ad una struttura alberghiera standard che, a prescindere dalla sua classificazione alberghiera, debba combattere ogni giorno con un marasma di regolamentazioni, autorizzazioni, certificazioni, spese, costi fissi sostenuti per essere in grado di offrire al cliente finale un servizio adeguato a quanto costui si aspetta di trovare, posizionamento Online (online ranking), buona reputazione da gestire e monitorare, buona comunicazione, competitive set, meta search dove appare intelligente apparire, aumentare la presenza in quei mercati da cui riceviamo interesse (attraverso la scelta di canali di distribuzione ad-hoc), etc etc

Personalmente, capisco bene lo stato d’animo dei tanti imprenditori alberghieri che in Italia affrontano una situazione incredibile e che – come letto recentemente – a differenza di altri Paesi in Europa vivono una situazione più complessa e frammentata sia per vendita diretta sia intermediata… Un esempio classico può essere rappresentato dalla nota OTA Booking.com che in Italia regna sovrana con percentuali da urlo nonostante vi sia una bella commissione sul venduto da dover tenere in debito conto (la vendita intermediata infatti viaggia per il 59% contro il 43% dell’Europa, organizzata diversamente sotto vari parametri).

Ma se l’Italia ha ancora tanto da lavorare e modernizzarsi, modestamente non ci manca la costanza e determinazione nel migliorare ed analizzare le fonti giuste per aggiornare ed adeguare il nostro attuale modus operandi… Che ne dite?

Grazie infatti alla bella presentazione fatta in vari momenti da professionisti dell’ Ospitalità e gestione Hotel marketing come Enzo Aita (moderatore e opinionista per l’occasione), Marco Bianciardi (Presidente Federalberghi Siena), Marco Rossi (Hotel Revenue Management), Riccardo Cocco (Revenue Magement & Development), Marco Ficarra e tanti altri partecipanti e visitatori abbiamo avuto una chiara visione della situazione attuale nonchè del cosa fare per avanzare…

Ma, in base ad esperienza personale nonchè altre letture, penso che ci sia un altro aspetto da non sottovalutare : la clientela che sceglie la struttura alternativa alla struttura ricettiva alberghiera è non solo fortemente sensibile al prezzo nonchè legato ad un budget oltre il quale non è disposto a spendere, ma è anche desideroso di conoscere meglio la realtà quotidiana del Paese che intende visitare…

Tutto questo in un Hotel lo si può ricevere in modo certamente più professionale con maggiore servizio al cliente ma anche meno legato ad usi e costumi nonchè con meno pazienza ed attenzione ad ascoltare i pensieri o desideri del cliente che inizia a pensare alla sua vacanza da 6 mesi o anche 1 anno prima, che sceglie la casa o villa non solo per facilities ma anche per il rapporto umano che instaura con il proprietario o chi ne fa le veci…

Per non parlare poi del cliente che sceglie la camerina privata rispetto ad una camera di Hotel…

Ora, una cosa molto giusta quanto equilibrata sarebbe quella di dare una giusta identificazione del nuovo modello di mercato nonchè di regolamentare questa nuova offerta in modo sia da tutelare il turista sia da salvaguardare l’ offerta alberghiera che alla fine dei conti va a rimetterci con i tanti costi da sostenere…

Stando anche ad una recente indagine condotta da Isnart, ben il 55% ritiene che la Sharing economy sia un fenomeno della nostra epoca che non si può fermare, che rappresenta di sicuro un nuovo scudo nonchè sfida per l’offerta ricettiva tradizionale a fare sempre di meglio in fatto di rapporto qualità/ prezzo ma anche, come è giusto che sia, che venga regolamentata dal punto di vista burocratico quanto fiscale… viceversa ci si troverà sempre di più ad affrontare una offerta selvaggia che possa divenire di probabile danno – non solo di immagine Italia – per il turista ignaro e/o in buona fede…

La competizione quanto la differenziazione fanno sicuramente bene al nostro mercato turistico a patto però che si “giochi” ad armi pari o quanto più corrette possibili e che il nostro legislatore si muova ad attuare finalmente una modifica alle attuali condizioni di vendita, garantendo equilibrio di trattamento nonchè adempimenti burocratici e costi fiscali analoghi…

Che ne pensate?

 

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