Cosa intendiamo con la definizione turismo di ritorno e quanto può essere forte il legame con il territorio? Si tende ad evidenziare e valorizzare il legame con il territorio per i turisti che tornano nel luogo d’origine (italiani all’estero o discendenti), non anche quegli Italiani che, come me, tendono a tornare nel proprio territorio di riferimento in vari momenti dell’anno.
Questa volta ho pensato di dedicare un post ad una tematica tanto sentita quanto reale, che produce indubbiamente valore aggiunto per i territori che richiamano sia nuovi turisti Italiani o stranieri sia anche “turisti per caso” che provengono da quel territorio di riferimento e creano valore aggiunto oltre ad un buon passaparola.
Il turismo di ritorno, anche ripensato come turismo delle radici o delle origini, è un tipo di viaggio esperienziale in cui emigrati o loro discendenti tornano nel territorio d’origine per riscoprire o rivivere la propria cultura, storia familiare e tradizioni (fonte: Itinerari esperienziali).
Questo tipo di turismo è spesso legato a borghi nonchè ad Italiani emigrati all’estero, con la caratteristica del Turismo lento, personalizzato e sostenibile che promuove l’interazione con le comunità locali.
Si stima che vi siano circa 80 milioni di Italiani all’estero (figli e nipoti di Italiani emigrati) che tornano per visitare i luoghi d’origine.
L’impatto verso il territorio è notevole, in quanto questa categoria di turisti tende a soggiornare più a lungo (più di 15 giorni) e spendono mediamente di più, spesso reinvestendo nei luoghi d’origine.
Quale impatto economico per il Turismo di ritorno?
Si stima che l’impatto economico sia notevole, fino a superare i 140 miliardi di euro.
E’ un turismo di nicchia, legato alle emozioni e costruito da persone che tendono a tornare nei luoghi di origine e soggiornare per periodi medio-lunghi.
Altro fattore interessante è che il turismo di ritorno o delle origini favorisce sia le città d’arte, ma in particolare i piccoli borghi e le aree interne, contrastando lo spopolamento e rivitalizzando le economie locali.
E’ una forma di turismo destinata a crescere esponenzialmente, trasformando gli italo-discendenti in ambasciatori del brand “Italia” nel mondo. (fonte: ENIT)
E la tua esperienza? Quanti turisti di seconda o terza generazione tendono a tornare nel tuo territorio di riferimento? Quanto valore aggiunto pensi che meriti questa forma di turismo e turisti?
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