Mancanza di Personale: Come Cambia il Turismo

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Mancanza di Personale: Come Cambia il Turismo

Mancanza di Personale: come cambia il mondo del Turismo e perchè l’appeal sta diminuendo?

Nei prossimi cinque anni l’industria del turismo offrirà circa 300mila posti di lavoro, ma quasi un quarto di questi (74mila posizioni) resterà scoperto.

La stima è dell’ultimo rapporto Excelsior Unioncamere – presentato di recente a Roma – che ha fatto luce su quello che è un vero e proprio paradosso. L’offerta di impiego nel travel sta infatti crescendo più che in altri settori economici, ma il fabbisogno non riesce a essere soddisfatto.  (Fonte: TTGItalia)

Cosa rende le cose più complicate secondo voi? La formazione dentro e fuori dalle scuole alberghiere continua ad esserci e dovrebbe anzitutto mirare alla motivazione oltre alle mansioni da svolgere in base al reparto in cui si andrà a collaborare.

Ma il vero scoperto tra domanda ed offerta andrebbe ricercato a mio parere nel mondo che cambia e soprattutto il modo diverso di guardare alla vita delle nuove generazioni.

Il lavoro c’è ed è aumentato, tanto che nel 2022 la domanda è aumentata del 15,4% a fronte di un aumento generale del 12,2% negli altri ambiti economici, ma mancano le figure adatte a ricoprire i ruoli vacanti…

Forse il problema sarebbe da guardare sotto altro punto di vista: il lavoro nel turismo è una esperienza fantastica ma non tutti i giovani sono interessati a lavorarci nè ad imparare Lingue straniere in modo fluente. Magari il gap può dipendere anche dalle conoscenze specifiche, non corrispondenti a ciò che cerca il mercato di riferimento.

Probabilmente molto può anche dipendere dalle strane scelte fatte legate all’assistenza sociale che ha causato una mancanza di voler arricchire il proprio curriculum con esperienze stagionali e/o annuali ma potenzialmente utili per una propria crescita professionale…

Non entro nel merito sulle scelte di lavoratori che cambiano strada o di offerte di lavoro non proprio corrispondenti alle compentenze richieste (a livello di inquadramento economico ecc ecc).

Quello che ricordo nel mio piccolo, proveniente da studi classici, è che l’inizio può essere sempre complicato ed impegnativo e può darsi pure che l’impegno lo si debba continuare a mettere anche negli anni futuri ma ogni scelta ha i suoi pro e contro e solo con l’esperienza si ha la chance di crescere e migliorare o persino cambiare e riqualificarsi.

Se ancora pensi “chi me lo fa fare di faticare nel turismo e di rinunciare a weekend e festivi”, trova qualche spunto in Careers in Tourism

Luisa Rellini
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