Come studiare una Destinazione Turistica

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Come studiare una Destinazione Turistica

Come studiare una destinazione turistica con le sue potenzialità e perchè farlo… a cosa ci può servire?

Ho pensato a questo argomento perchè la scelta di una destinazione turistica è alla base del nostro successo o perlomeno è ciò che ci auguriamo ogni volta che investiamo in un progetto a breve ma meglio a lungo termine.

Da dove partiamo? Partiamo dal viaggiatore e sue ipotesi di scelta :

  • Meta finale, ovvero la sua scelta finale di viaggio
  • Base, ovvero punto di riferimento ma anche base per escursioni e visite
  • Parte di un circuito, ovvero rappresenta una delle tappe di un viaggio (per es. un viaggio organizzato su più tappe), con permanenza breve e flusso turistico alto
  • Percorso tematico, ovvero rappresenta la ragione del viaggio

Sulla base di questi fattori, è importante collocare la destinazione nella giusta categoria così da passare poi allo step 2, la creazione dell’offerta

Cosa spinge il viaggiatore a partire? Anche in questo caso, sono da considerare alcune varianti… vediamo quali:

  • Business (vedi Turismo corportate e M.I.C.E.)
  • Leisure (vedi cultura, shopping, gastronomia, eventi e spettacoli)
  • Sole e Mare (inquadrando in questa categoria non solo i luoghi di vacanza ma anche quelle destinazioni con offerta mista, come M.I.C.E. o vacanza attiva per es.
  • Turismo di montagna (inteso come luoghi di vacanza ma anche salute, benessere, sport e movimento. A cui si può combinare anche convegni in alcune località)
  • Turismo rurale, ovvero campagna o zone rurali e paesi (che hanno tirato non poco nella stagione 2020, causa Covid19 e sentimento di maggiore sicurezza)
  • Nuove destinazioni, ancora poco conosciute ma con un forte potenziale per sue caratteristiche
  • Destinazioni esotiche o esclusive, vedi luoghi esotici ove il resort in sè rappresenta una vera caratteristica. Lontani per soddisfare la propria esigenza di libertà e relax totale

Quali altri fattori studiare di una destinazione turistica per capirne al meglio punti di forza e debolezza? Qualche esempio potrebbe essere dato da :

  • Il suo ciclo di vita (molto diffuso nel marketing), che parte dal presupposto che ogni prodotto abbia una propria vita (costituito da un coinvolgimento e consolidamento)
  • Analisi degli elementi di spicco (vedi aspetti archeologici, storici, culturali, economici e politici) e dati di incoming
  • Sicurezza verso quella destinazione ed eventuale assicurazione consigliata per raggiungere quella destinazione
  • Trasporti, ovvero come si raggiunge la destinazione? Da quali punti di accesso è possibile entrare (via aria, mare, terra)? Quante ore sono necessarie?
  • Informazioni pratiche e vita locale, legata alle strutture ricettive, comportamenti ed usi locali, orari di apertura delle attività
  • Attrazioni turistiche
  • Attività turistiche, ovvero quelle che possono effettivamente motivare un viaggio
  • Analisi della offerta turistica

Ma quante volte avrete detto tra di voi operatori…

“perchè non ricevo più le prenotazioni di un tempo? E cosa posso o potrei fare per non perdere il passo?”

Invero, non è poi così semplice, mantenere il proprio target perchè nulla dura per sempre e non sempre – vedi nelle destinazioni più piccole – c’è un reale coinvolgimento da parte degli enti locali e di promozione del territorio.

la destination image è qualcosa di più complesso, e soprattutto è il frutto di una serie di numerosi fattori che, ognuno nel proprio piccolo, modificano costantemente l’idea che il turista si fa di una destinazione, un’idea alla quale è facile e comodo credere…

l’aspetto più critico è quello di valutare esattamente il livello d’influenza esercitato dalla comunicazione tradizionali nella mente dei turisti. (Alice Fontana)

La comunicazione, sviluppata in tutte le sue varianti, attraverso media tradizionali, nuovi media, promotori ecc ecc non sempre è sufficiente.

Uno sforzo maggiore e magari anche proficuo potrebbe essere dato dal Ruolo della Comunità, come spesso si dice ma poi manca un imput forte e di riferimento :

  • Creare rete tra operatori
  • Privilegiare i fornitori locali
  • Favorire l’uso delle strutture turistiche anche per i residenti
  • Partecipare alle scelte del pubblico
  • Curare il proprio ambiente
  • Interagire con i turisti ed essere attori della propria destinazione, mai come ora servirà un reale coinvolgimento delle genti

Da non sottovalutare: l’immagine turistica è in continuo movimento, si modifica a seconda anche dei tanti messaggi che riceviamo attraverso varie fonti : dai media tradizionali, pubblicità, tour operator e agenzia di viaggio, magazine di settore, radio, passaparola, per non parlare di blog mirati, social media, forum… che altro?

Ora, la domanda sorge spontanea :

  • cosa succederà dopo che il Covid-19 verrà finalmente controllato?
  • Riusciranno le destinazioni a riprendere il loro splendore (dopo quanto si raggiunse nel lontano 2019 con un fatturato superiore a 40 miliardi)?
  • Quanto cambierà il turismo? Nel corso del 2020 abbiamo assistito ad un cambio radicale delle abitudini nella tipologia di destinazioni ricercate, con una buona crescita dei viaggi nazionali ed un cambio verso la tipologia di strutture ricercate (vedi case vacanze e soluzioni super flessibili e rimborsabili).
  • E cosa dire poi del crollo di ricerche online sull’Italia dall’estero (fino al 75%)? Nonchè di una ricerca mirata solo su alcune destinazioni quali in particolare Veneto, Trentino Alto-Adige, Lazio e Friuli-Venezia Giulia?

Sappiamo che sono state formulate tante ipotesi, incluso per esempio la crescita della vendita diretta rispetto a quella intermediata (e questo potrebbe essere un punto a favore) nonchè la ripresa lenta del flusso turistico… ce la faremo aumentando e migliorando la nostra offerta.

Una riprova potrebbe essere quella della ripresa di offerta di redattori verso il settore travel…

E voi su cosa punterete? Attraverso quali canali preferenziali?

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