Turismo esperienziale : di cosa parliamo?

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Turismo esperienziale : di cosa parliamo?

Ai disinteressati il turismo può sembrare un format ben consolidato e immobile nel tempo ma chi lavora nel settore sa bene che non è proprio così.

Quello che oggi chiamiamo turismo, il turismo moderno, cioè il viaggio organizzato, ha una data di nascita precisa e un padre certo: si tratta dell’imprenditore inglese Thomas Cook, che il 5 luglio 1841 organizzò un viaggio da Leicester a Loughborough via treno, il nuovo, straordinario mezzo che permetteva di coprire immense distanze in poco tempo.

Furono ben 570 le persone che vi parteciparono e il successo fu tale da spingere lo stesso Cook ad organizzare pacchetti turistici sempre più dettagliati, ma anche a fondare la prima agenzia di viaggio della storia, la Thomas Cook and Son, dando così inizio all’industria turistica com’è intesa oggi.

Negli anni tra le due guerre mondiali, il turismo iniziò a essere praticato anche dalle classi medie, in Italia comparvero i primi “treni popolari” a tariffe molto ridotte, che permettevano di visitare le maggiori città dello stivale. Progressivamente, con il miglioramento del tenore di vita in tutti i Paesi europei, la maggiore sicurezza sulle strade, il miglioramento delle condizioni di lavoro, il calo dell’analfabetismo, la diminuzione delle tariffe dei trasporti, la diffusione delle aziende turistiche, la possibilità di usufruire di viaggi di piacere divenne accessibile anche ai lavoratori.

Nel dopoguerra iniziò sempre più a diffondersi il turismo di massa, che si ampliò ancora di più con il boom economico italiano negli anni ’60.
Da allora il turismo non si è mai fermato un attimo, facendo registrare una crescita costante e, soprattutto, un continuatinuo rinnovarsi e reinventarsi per andare incontro, ovviamente, alle richieste del pubblico: il turismo responsabile, il turismo sostenibile sostenibile e, da qualche tempo, il turismo esperienziale. Ma che cos’è il turismo esperienziale? Come funziona?

Si tratta di un tipo di turismo che in realtà è nato diversi anni fa con le vacanze attive (il trekking o la settimana bianca oppure ancora, il cicloturismo), per poi variare nella versione enogastronomia, agricola o artistica. In pratica in questo tipo di vacanze il turista impara qualcosa, torna a casa con un nuovo bagaglio d’esperienze, si sente culturalmente arricchito.

Con la presenza sempre più ingombrante del web, negli ultimi anni, la richiesta si è diffusa a macchia d’olio: lo scorso 2015 ha visto una diffusione enorme di questa tipologia di turismo, e i dati emersi dallo studio condotto da TripAdvisor, TripBarometer, evidenziano come il viaggio oggi debba essere soprattutto sinonimo di nuove esperienze.

Ecco quindi che gli agriturismi, gli artigiani, le aziende agricole ma anche gli artisti, si stanno reinventando e attrezzando per accogliere turisti (soprattutto stranieri, appassionatissimi di questo tipo d’approccio).

A Verona, città nota per la propria produzione vitivinicola, si possono prenotare picnic tra le vigne delle più note cantine del territorio, ma anche weekend in malga con visite nei caseifici, dove il turista impara a produrre il celebre formaggio Monte Veronese.

A Modena, un mastro acetaio da diciassette generazioni svela il segreto dell’aceto più famoso al mondo, offendo la possibilità di portarsi a casa bottiglie personalizzate, realizzate scegliendo tra diversi aromi.

Tra le colline della Maremma Toscana si sperimenta il «foraging», escursione in cui il turista, guidato da un esperto, si cimenta nella raccolta di ciò che la natura offre in ogni stagione, dai funghi alle erbe aromatiche.

A Matera, nello storico forno di Tonino Nobile, si impara l’arte della lavorazione del pane tipico locale, a base di semola e grano duro.

Ma non ci sono solo attività legate solo all’enogastronomia: a Biella, distretto della tessitura, vengono insegnate le tecniche della tintura della stoffa utilizzando prodotti ricavati da erbe naturali”, scrive molto brillantemente il Corriere Innovazione.

Ma non si parla solo di enogastronomia, si può anche imparare a lavorare il cuoio tra le colline toscane, a decorare la ceramica a Catania, a creare cappelli in Liguria, a intessere arazzi a Gubbio e chi più ne ha, più ne metta. Ad ulteriore conferma della richiesta sempre maggiore di questa modalità turistica, sono nati anche diversi portali online che raccolgono e offrono esperienze particolareggiate, i più in vista sono sicuramente Italy Experience e Italian Stories. Entrambi propongono diverse soluzioni, dalle visite guidate da parte dell’artigiano allo spazio e al funzionamento della produzione, all’esperienza di produzione guidata in laboratorio, fino alla visita alla scoperta del territorio dove l’artigiano lavora.

Cosa ne pensate? Personalmente è una modalità che apprezzo molto, un vecchio nuovo modo per viaggiare e conoscere non solo il mondo ma anche per valorizzare e apprezzare meglio le piccole realtà del nostro territorio.

 

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