Temporary Management…di cosa si tratta?

Che cos’è il Temporary Management? Questa volta andremo a trattare in modo relativamente soft un argomento di grande attualità, il lavoro in Outsourcing in modo professionale e non per svolgere pulizie…

Con Temporary Management si intende l’affidamento della gestione di un’impresa alberghiera (o di una sua parte) al fine di un risanamento (o miglioramento delle sue performance).

Questa figura, che è andata sviluppandosi verso gli anni ’90, è certamente una figura senior ultra qualificata e con molti anni di successo e di esperienza presso imprese di varie dimensioni. Affidarsi ad una figura esterna può essere una risorsa quando all’ interno dello Staff non si riconosce una figura in grado di portare delle consistenti migliorie alla situazione economica che si vuole e deve modificare.

Rivolta sia alle grandi sia anche alle imprese di piccole dimensioni per una durata che può variare, secondo stime, dai 12 ai 36 mesi…ma poi credo che ogni realtà debba valutare separatamente in base a proprie personali statistiche.

Nel settore turistico-alberghiero la situazione è andata via via evolvendosi, così da crearsi una sorta di selezione naturale : le strutture che non modificano il proprio asset e che non si rendono flessibili e sensibili ai cambiamenti del mercato e della sua offerta, vedranno certamente un cambiamento drastico della propria vendita ed entrate…

Il periodo economico difficile ha portato ad una razionalizzazione del mercato, causando un ridimensionamento delle strutture ricettive, un miglioramento dell’ offerta ricettiva in qualità e conseguente riduzione delle strutture di categoria inferiore : gli alberghi fino a 2 stelle rappresentano oggi il 30% (mentre nel 2000 erano quasi la metà del totale).

Oggi più del 50% dell’offerta ricettiva in Italia è rappresentata da hotel 3 stelle, lasciando la parte restante a strutture di categoria superiore. Il numero di addetti è sempre più basso e spesso si parla di imprese familiari…

Perchè? La mia risposta a questa domanda è sempre la stessa : non esiste l’immobilità, tutto cambia e si evolve (e non è mai facile “trasformarsi”) …se l’offerta cambia, si deve scegliere la nuova via senza voltarsi indietro.

Certo, i costi da sostenere sono tanti ma ci sono anche i modi per andare avanti e migliorare il proprio prodotto grazie al supporto di validi collaboratori.

Seppur l’ Italia sia ancora tra le mete favorite, comunque siamo al 5° posto come indice di gradimento ed i cambiamenti hanno fatto sì che anche il mercato nel suo complesso fosse sempre più rigido e selettivo…

Molte strutture sono arrivate allo stremo, altre hanno capito in tempo e modificato in modo proficuo la propria offerta cercando nuovi canali di vendita, rendendosi flessibili verso nuovi mercati, apportando delle significative modifiche al proprio piano tariffario (non più rigido, splittato per stagione, ma più flessibile in base alla domanda…).

Come può intervenire il Temporary Manager in modo quanto più ottimisticamente risolutivo? I compiti che dovrebbe curare sono :

  • Condizioni strutturali dell’albergo
  • Stato delle attrezzature
  • Risorse umane (e vorrei aggiungere “livello di motivazione”)
  • Efficienza dei reparti
  • Marketing e comunicazione (perchè non a caso si dice “la pubblicità è l’anima del commercio”) che ormai viaggia non più tanto secondo i metodi tradizionali ma sempre più verso le nuove tecnologie e canali Social (che non si usano solo per “giocare”).
  • Analisi del online ranking ed efficacia del pricing
  • Gestione amministrativa (ma credo proprio che questa sezione possa essere tranquillamente seguita da un buon commercialista).
  • Analisi e gestione dei ricavi (Yeld & Revenue Management), grazie a previsioni sulla domanda, analisi del mercato e flessibilità delle tariffe, disponibilità ed offerte alla clientela, analisi dei competitor…

Ciò nonostante, seppur si potrebbe in qualche modo risanare qualsiasi attività in difficoltà questa figura di alto livello risulta ancora presa in considerazione di rado (per meno del 4%). A fronte di un molto più tradizionale intervento di riduzione costi, personale, compressione dei margini. Forse non si dà sufficiente attenzione o conoscenza.

O forse, appunto, il fattore economico è sempre quello che spesso va a condizionare qualsiasi potenziale scelta di adozione nuovi strumenti…

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