Prevenzione incendi: che cos’è l’omologazione?

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Prevenzione incendi: che cos’è l’omologazione?

Entriamo questa volta un po’ più nel tecnico. Cercherò di spiegare cosa è una Omologazione, di cui spesso ho parlato, come si ottiene, e cosa bisogna pensare prima di omologare un articolo e dopo averlo omologato.
In generale si parla di articolo omologato quando un prodotto risponde a determinate caratteristiche richieste da specifiche normative , nel caso degli arredi tessili e tessili imbottiti riporto quanto scritto nell’art. l’art. 2.3. del DM 26-06-1984

Omologazione di materiale ai fini della prevenzione incendi.”
“Procedura tecnico-amministrativa con la quale viene provato il prototipo di materiale, certificata la sua classe di reazione al fuoco ed emesso da parte del Ministro dell’Interno il provvedimento di autorizzazione alla riproduzione del prototipo stesso prima della immissione del materiale sul mercato per la utilizzazione nelle attività soggette alle norme di prevenzione incendi.”

Specifico che mi riferisco alla omologazione ai sensi dell’art. 8 del DM 26-06-1984 per produzione in serie, e non alle procedure di classificazione dei materiali non ai fini dell’omologazione , anche se alcune caratteristiche sono comuni, ex art.10 che si riferisce a manufatti di limitata produzione , materiali specifici o già in opera o per utilizzi limitati nel tempo, per i quali si segue una diversa procedura.

Chi può richiedere l’omologazione di un materiale? Chiunque abbia necessità di omologare un materiale . Sia esso un produttore , un rivenditore e perché no il proprietario di una struttura sottoposta a normativa di prevenzione incendi.

La scelta, o l’obbligo, di omologare un materiale prevede un attento esame dei componenti che andranno a costituire il nostro manufatto. In fase di presentazione dei documenti per le prove di reazione al fuoco, nelle schede tecniche, vengono richiesti i nomi e le caratteristiche dei singoli componenti e il nome del fornitore.
Questa particolarità fa si che la scelta debba ricadere su aziende che possano garantire la produzione costante di questi materiali e lega chi omologa in modo quasi indissolubile con il fornitore.
Se dovesse capitare che uno dei nostri fornitori cessasse la produzione o togliesse dalla produzione uno dei componenti “ non possiamo sostituirlo ” con altro componente anche se a nostro avviso uguale . In questi casi si rischia l’annullamento dell’omologazione.
Lo stesso potrebbe capitare se , nel tempo, si volesse trovare un nuovo fornitore in modo da sostituire , magari per prezzi migliori, uno degli iniziali.
La prova dell’omogeneità del materiale sostituito darebbe inizio ad una serie di verifiche che probabilmente porterebbero in ogni caso all’annullamento dell’omologazione.
Il motivo è dato dal fatto che i test di reazione al fuoco sono fatti con l’insieme dei componenti e anche il cambio di uno solo di questi annulla le prove effettuate per il rilascio della certificazione di reazione al fuoco per la successiva richiesta di omologazione.

Ricordo che “ l’intestatario dell’autorizzazione ( rilasciata dal Ministero dell’Interno) è il responsabile civilmente e penalmente della conformità della produzione al prototipo omologato”

Oltre a questo è bene controllare da parte sia dei produttori sia degli acquirenti che l’omologazione sia ancora valida.

La durata di una Omologazione è di 5 anni e deve essere rinnovata, dall’intestatario, alla scadenza se si vuole continuare la produzione di quel manufatto.

Perché è complicato omologare ?
Cambio di fornitori
Cambio di componenti
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A domanda risponde.

Provo questa volta a schematizzare con una sorta di “ domanda/risposta” gli argomenti che ho trattato.
D: Quale caratteristica devono avere degli arredi tessili o tessili imbottiti per essere venduti in una struttura sottoposta a Prevenzione incendi?
R: devono essere Omologati

Prevenzione incendi arredi:
D: se desideriamo degli arredi particolari , “ fatti su misura e a modello” come possiamo fare per le omologazioni?
R: i manufatti devono essere certificati/omologati ex art.10 come previsto dal DM 26 giugno 1984 relativamente ai manufatti in limitata produzione.


Nuovo articolo inedito realizzato dal nostro co-Blogger Andrea Bettanin.

 

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