Prevenzione incendi arredi: omologazione

Torno a scrivere di omologazione perché sembra che questa parola rappresenti un tabù per molti produttori o venditori di arredi per hotel e simili.
Visitando siti di fornitori noto che raramente vicino al manufatto presentato si trova il numero di omologazione, che sostanzialmente è quella autorizzazione, rilasciata dal Ministero dell’Interno, senza la quale quel manufatto non può essere venduto.
Ho sempre consigliato i produttori che ho seguito nelle operazioni di omologazione di pubblicizzare che si tratta di un manufatto “ omologato” e indicare il numero di omologazione. Questa credo possa essere segno di serietà e di affidabilità dell’azienda.
Nei siti di aziende e visionando cataloghi si trova di tutto meno che il numero di omologazione o anche solo la parola omologato.
Si trovano descrizioni di articoli con tanto di certificazioni europee di vario tipo, ma difficilmente troverete il numero di omologa , da sottolineare, unico documento valido in Italia.
Il numero di omologa è come la targa della vostra automobile, unico, e rappresenta l’autorizzazione alla commercializzazione di quel determinato manufatto.
L’art. 8.4 del DM.26-06-1984 dice che : “ I materiali prodotti devono essere provvisti di un marchio di conformità al prototipo omologato. Qualora non sia possibile apporre sul materiale il suddetto marchio, il produttore deve attestare con apposito certificato i dati di conformità . Ciascun venditore dovrà sotto la propria responsabilità civile e penale dichiarare che il manufatto venduto sia provvisto della dichiarazione di conformità di cui al precedente comma, specificando gli estremi dell’omologazione. “
Ritengo importante quanto scritto nell’articolo sopra riportato. Ho sottolineato alcuni punti fondamentali per chi vende, o acquista, manufatti omologati. Le norme, come ho avuto modo di scrivere altre volte , sono piuttosto chiare ma le interpretazioni che di esse si trovano poi sul mercato sono le più stravaganti.
Dal numero di omologa, sigla abbastanza lunga , esempio FI0000D00DIM0001 si può già dedurre se il vostro fornitore è veramente il produttore del manufatto. La prima sigla, FI , è la sigla della provincia dove ha sede la ditta produttrice. Se il vostro fornitore non ha sede in quella provincia si può presentare già un primo problema.
La sigla, nell’ esempio IM , è la classe di reazione al fuoco con il quale l’articolo è stato omologato. I numeri finali in genere progressivi per ogni azienda rappresentano il numero di omologhe dell’azienda stessa. Nell’esempio fatto 0001 , indica che quello è il primo articolo omologato dal vostro fornitore.
Nel caso in cui , come specificato, non sia possibile apporre il marchio di conformità, il fornitore “ deve ” rilasciare una dichiarazione di conformità in carta intestata della ditta, timbrata e firmata in originale, non accettare copie di dichiarazioni di conformità, dove dovrete trovare i seguenti dati :

  • Nome del manufatto ( come dichiarato nell’omologazione)
  • Anno di produzione ( controllare la scadenza dell’omologazione, 5 anni dalla data di rilascio dell’omologa )
  • La Classe di Reazione al fuoco
  • Impiego ( materasso, mobile imbottito, tendaggio)
  • Posa in opera, (appoggiato inchiodato, sospeso, se prevista , es pareti imbottite, moquette, e non deve essere diversa da quella dichiarata in omologa)
  • Manutenzione ( dato che viene ripreso dall’omologazione)
  • Deve riportare la dicitura : E’ conforme al prototipo omologato dal Ministero dell’Interno, Direzione Generale Protezione Civile e servizio antincendi con il numero di codice ( sigla dell’omologa ) xxxxxxxxx. In data ( data del rilascio dell’omologa).
  • Oggetto della fornitura ( es. n. 210 poltrone consegnate con DDT n. Fattura n. )

Nei vari passaggi di commercializzazione , per esempio produttore rivenditore, si deve ripetere la dichiarazioni di conformità a meno che non si incorra nei casi previsti dall’art. 2 del DM 3 settembre 2001 di cui ho già scritto in passato.


Ora la domanda sorge spontanea…ma quanti clienti faranno tutto ciò, occupandosi che tutti gli arredi nella propria struttura ricettiva siano a norma ed omologati?

Ringraziamo per questo nuovo contributo il nostro Co-Blogger Andrea Bettanin.

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