Prevenzione incendi arredi : i tessuti

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Prevenzione incendi arredi : i tessuti

Prevenzione incendi arredi: Tessuti autoestinguenti, di tutti i colori e tanti disegni

Parlerò di tessuti . In effetti se ne possono vedere di tutti i colori e di tutti i disegni. Per una azienda che produce o vende tessuti perdere una fornitura , avere una concorrenza sleale o vedere che altri fanno con leggerezza quello che tu non fai è un bel problema.

Soluzione ? Adeguarsi e farlo per il bene del lavoro dell’azienda, oppure lasciare la fornitura? La prima cosa dovrebbe essere quella di essere in grado di informare e spiegare al cliente cosa dice la legge e lasciare alla sua responsabilità la scelta.
Avevo anticipato nel precedente post l’argomento tessuti con le loro possibili varianti. Il tessuto è una parte molto importante dell’arredo. Viene utilizzato teso, per pareti, come tendaggio, come copriletto, come rivestimento di letti e arredi , poltrone sedie divani.
Il tessuto la fa da padrone e c’è un grande interesse , perdere la fornitura di un albergo vuol dire spesso perdere molto fatturato. Dunque c’è chi per non farlo “ sceglie” di muoversi sul mercato in modo a mio avviso sbagliato.

Vediamo perché…
L’omologazione di un tessuto prevede per prima cosa , come per tutti gli altri articoli, le prove di laboratorio .

Per produrre un tessuto c’è bisogno di pensare in modo preventivo ad una serie di cose. I colori le varianti di disegno la pesantezza e l’utilizzo.
Di solito viene creato un articolo dal punto di vista tecnico tessile che possa essere omogeneo nelle sue varianti di disegno colore e pesantezza. A questo tessuto viene dato un nome o un numero identificativo. Per essere più chiaro in una cartella di tessuto, con lo stesso nome di articolo possiamo trovare più disegni e più varianti di colore ma avranno tutti lo stesso nome e solo variante di articolo, per esempio articolo Firenze var. 1, art. Firenze var. 2 e così via. Questo tessuto sarà probabilmente omologato come “ tessuto serie Firenze ” , Variante 1,2,3…
In genere sono disegni uguali , che variano nei colori , o simili , perché specialmente nei disegni Jacquard , al variare del disegno possono esserci diversità di pesantezze. L’ utilizzo di questi tessuti come tendaggi o per rivestimento tessile , ammesso che non ci siano interposti con la parete, prevede l’omologazione in Classe 1 . Se sono utilizzabili anche come copriletto deve esserci in omologazione la specifica di impiego “ Copriletto, Coperta” come specificato nella circolare 22 del 24 novembre del 2003.
Per quanto riguarda l’utilizzo per la produzione di Imbottiti sappiamo che l’omologazione non serve in quanto il mobile imbottito deve essere testato nell’insieme dei suoi componenti , tessuto , interposto se presente, imbottitura.
Detto questo capita che aziende si offrano di “replicare” su loro tipologie di tessuti, magari anche Omologati, i disegni ed i colori di un concorrente. Dal mio punto di vista , ma non solo, questo non è possibile dato che quel disegno che viene “copiato “ non fa parte della originaria “serie omologata” e non potrà farne parte . Si potrà eventualmente optare per una omologazione ex art.10 ma probabilmente i tempi ed il costo porterebbero la fornitura a non essere più concorrenziale col prezzo.
Mi è capitato anche di vedere omologazioni di tessuti ottenute con determinate tipologie di filati e vederle consegnate realizzate con altri tipi. In pratica un falso.
In generale “ falsificare ” un omologazione prevede il reato di “ falso in atto pubblico” con le conseguenze che potete facilmente immaginare.
Il consiglio è sempre lo stesso informatevi e approfondite le vostre conoscenze prima di un acquisto che potrebbe, ad un controllo, rivelarsi un problema .
Ricordo che ormai da alcuni anni gli acquisti di arredi tessili e tessili imbottiti devono essere certificati da un professionista abilitato , su un apposito modello, che deve essere consegnato al Comando dei Vigili del Fuoco.

Il vostro consulente dovrebbe saperlo.


Ecco un ennesimo modo per dire…quante cose da sapere. Informarsi è meglio che riparare agli errori quando è troppo tardi…

Un ringraziamento al contributo del nostro Co-Blogger Andrea Bettanin

 

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