Offerta turistica frammentata: come ovviare?

Cosa si intende con la frase “offerta turistica frammentata?”. Prima di tutto andrebbe data una chiara definizione del prodotto Turismo per poterlo poi quanto meglio analizzare nelle sue innumerevoli frammentazioni di destinazione in destinazione.

Ebbene, con il termine Turismo si intende :

L’insieme delle relazioni che si determinano per lo spostamento temporaneo delle persone, comprendente almeno 1 pernottamento in località diverse dal proprio indirizzo di residenza o domicilio. (Fonte : Diego Cestaro, il Marketing nel Turismo)

Il Turismo è in sostanza non solo un momento più o meno lungo legato al viaggio, temporaneità, durata e tempo libero ma un insieme di attività economiche che vanno ad intrecciarsi per poter soddisfare i “bisogni primari” del nostro Viaggiatore tipo, dormire / mangiare / rilassarsi e stare bene.

Fino alla prima metà del 900, il Turismo era ancora un fenomeno d’èlite, alla portata di ristrette fasce di popolazione. Dal Dopoguerra in poi, il fenomeno è andato a trasformarsi nei Paesi sviluppati e ad assumere le caratteristiche di fenomeno di massa.

A parte le varie forme di Turismo (balneare, montano, lacustre, naturalistico, termale, congressuale, culturale, religioso etc), ciò che crea movimento e rende una destinazione meta di interesse e quindi villeggiatura è determinato da importanti fattori :

  • Risorse (naturali e culturali)
  • Accessibilità grazie ad adeguate infrastrutture
  • Strutture ricettive e servizi
  • Marketing e piano di comunicazione forte

Ma per non andare fuori tema, cosa c’entra tutto questo con la domanda posta? Bene, ho voluto fare una micro presentazione per capire meglio dove andare a parare… il Turismo lo si dovrebbe valutare ed analizzare anzittutto per ciò che rappresenta e poi per come si è spezzettato… La domanda che forse verrebbe più da porsi è invece : ma tutta questa frammentazione di offerta rispetto alla domanda, non andrà a procurare beneficio per qualcuno e danno per molti altri?

Ebbene, come anche recentemente scritto, il 2015 si è rivelato un anno favorevole per il Turismo internazionale in Italia : secondo i dati presentati dal UNWTO (United Nations World Tourism Organization) in Gennaio 2016, gli arrivi internazionali infatti sono cresciuti del 4,4%, pari a 50 milioni in più rispetto al 2014.

La crescita più forte si è fortunatamente registrata in Europa (con un 5%), seguono Americhe, Asia e Pacifico. Il Medio Oriente ha registrato un 3,1% e l’Africa risulta in decrescita in fatto di arrivi con un -3,3% (Fonte: Enit).

In questo contesto, la nostra Bella Italia si conferma al 5° posto per gli arrivi di turisti stranieri mentre scende al 7° posto per gli introiti.

L’impatto economico del settore turistico allargato nel 2014 ha una incidenza sul PIL pari al 10,1%, produce una occupazione turistica pari a più di 2500 unità tra occupati diretti ed indiretti ed ha una incidenza sull’intera occupazione nazionale non indifferente (pari al 11,4%)

Ebbene, nonostante l’industria del Turismo possa rappresentare una grande e proficua risorsa per il nostro Paese risulta ancora spesso poco omogeneo ed organizzato in un progetto comune ed univoco.

Ciò che preme e si dovrebbe concretamente realizzare di comune accordo tra Comuni, Regioni e Province sta nel realizzare un obiettivo comune finalizzato ad un incremento e miglioramento dell’immagine Italia, del suo prodotto, servizi ed infrastrutture, dei segmenti ai quali rivolgersi e su quali mercati proporsi maggiormente, come stimolare la crescita delle imprese del settore.

Frammentazione è anche e soprattutto relativa alla promozione che non appare in linea con le attuali esigenze del mercato ma al contrario spezzettata in mille iniziative locali che non ottengono il risultato che invece il nostro Paese potrebbe mirare.

Ma la domanda sorge spontanea : secondo voi riusciremo mai a realizzare una strategia nazionale del Turismo, al pari di altri Paesi in Europa che sono già avanti in questo senso (vedi Francia, Spagna e Germania), capace di valorizzare il brand nazionale ma al contempo volta a favorire la conoscenza delle singole realtà locali?

Al momento, stando alle stime riportate dall’ ENIT, le Regioni con maggiori visitatori e spesa media nel 2014 sono state in ordine :

  • Lazio
  • Lombardia (oltre 5000 presenze)
  • Veneto
  • Toscana
  • Emilia- Romagna
  • Trentino Alto-Adige
  • Liguria
  • Campania
  • Piemonte
  • Sicilia

Segue il resto del Paese con Basilicata e Molise agli ultimi posti in ordine di visite ed interesse.

Quanto ci aspettiamo e vorremmo è forse un progetto politico-culturale univoco rivolto al bene del Paese e finalizzato alla valorizzazione del patrimonio dei beni culturali ed archittetonici ma anche dei professionisti che vi si sono dedicati nel tempo con grande dedizione?

O dovremmo forse pensare che sia ancora possibile vivere di luce riflessa puntando sul fatto che comunque l’ Italia resta una delle destinazioni più amate in Europa?

Mi congedo ricordando quanto cita l’ art. 22  al Titolo V del Codice del Turismo :

1. Al fine di superare la frammentazione della promozione e della strutturazione dell’offerta per promuovere circuiti virtuosi, in grado di collegare tutta l’Italia e di contribuire strategicamente a creare un’offerta tematica idonea a soddisfare le molteplici esigenze dei turisti nazionali e internazionali, sono realizzati i circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell’offerta e dell’immagine turistica dell’Italia, corrispondenti ai contesti turistici omogenei o rappresentanti realtà analoghe e costituenti eccellenze italiane, nonché veri e propri itinerari tematici lungo tutto il territorio nazionale.

2. … si definiscono i circuiti nazionali di eccellenza, i percorsi, i prodotti e gli itinerari tematici omogenei che collegano regioni diverse lungo tutto il territorio nazionale, anche tenendo conto della capacità ricettiva dei luoghi interessati. Essi sono individuati come segue:
a) turismo della montagna;
b) turismo del mare;
c) turismo dei laghi e dei fiumi;
d) turismo della cultura;
e) turismo religioso;
f) turismo della natura e faunistico;
g) turismo dell’enogastronomia;
h) turismo termale e del benessere;
i) turismo dello sport e del golf;
l) turismo congressuale;
m) turismo giovanile;
n) turismo del made in Italy e della relativa attività industriale ed artigianale;
o) turismo delle arti e dello spettacolo.

3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato promuove i circuiti nazionali di eccellenza nel contesto nazionale ed internazionale, anche con la partecipazione degli enti locali, delle regioni, delle associazioni di categoria e dei soggetti pubblici e privati interessati che concorrono alla formazione dell’offerta.

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