Giannutri, un modello per il Turismo ecosostenibile in Italia

Nel cuore del Mar Tirreno, poche miglia al largo del Monte Argentario e ad una distanza relativamente breve dalla più celebre Isola del Giglio, si staglia l’isola di Giannutri, la più meridionale dell’Arcipelago Toscano.

Nei suoi 3 km di lunghezza per una larghezza massima di poche centinaia di metri Giannutri racchiude un ambiente naturale in gran parte incontaminato, conservatosi nel suo stato primordiale principalmente a causa dell’assenza di fonti di acqua dolce, circostanza che nei secoli passati ha ostacolato la nascita di insediamenti stabili.

Solo durante l’età imperiale romana Giannutri è stata resa abitabile su iniziativa di un’importante famiglia di rango senatorio, i Domizi Enobarbi (che annoveravano tra i propri possedimenti anche il Giglio e l’Argentario, come sappiamo dalle fonti storiche): questi fecero realizzare sull’isola una magnifica villa affacciata sul mare, nella località conosciuta come Punta Scaletta, le cui rovine costituiscono ancora oggi la principale attrazione di Giannutri. Negli ultimi anni la villa romana è stata oggetto di un ampio restauro finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo che l’ha resa nuovamente fruibile ai visitatori, con l’accompagnamento di guide turistiche; ulteriori interventi sono in programma nel prossimo futuro poiché alcuni settori della villa, articolata su terrazzamenti, giacciono ancora interrati e invasi dalla boscaglia.

Altre rovine antiche collegate alla villa e a coloro che vi lavoravano si individuano a Cala Maestra (darsena romana alle spalle della spiaggia, criptoportico, magazzini, cisterne per l’acqua piovana, impianto di itticoltura e resti del grande argano per il carico e scarico delle merci) e a Cala Spalmatoio, dove l’intera insenatura era stata modellata dai Romani con il taglio artificiale della falesia per ospitare un porticciolo per barche da pesca e per riparare imbarcazioni in transito nel Tirreno. Sulla cima del Monte Mario, uno dei tre poggi dell’isola, restano anche tracce di un antico faro di segnalazione ottagonale.

La dissoluzione dello stato romano ebbe come conseguenza il completo abbandono dell’isola, che rimase disabitata fino agli anni Sessanta, quando fu avviata l’edificazione di un piccolo villaggio turistico a Cala Spalmatoio destinato ad una clientela raffinata alla ricerca di mete lontane dal turismo di massa.

Su una spianata nella zona settentrionale di Giannutri fu perfino allestito un campo di volo per aeromobili da turismo, mai realmente entrato in funzione per l’assenza dei requisiti minimi di sicurezza. Ulteriori ville furono realizzate tra i boschi nella parte interna e lungo la costa, spesso in posizione defilata e totalmente immerse nella natura. Il fallimento dell’impresa turistica provocò la fine dell’urbanizzazione di Giannutri che rimase così limitata ad una frazione minima della sua superficie.

Nel 1996 l’isola fu inclusa nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e sottoposta a rigide norme di tutela dell’ambiente naturale, che si concretizzarono nell’istituzione di ampie aree protette e ad accesso limitato sia a terra che nelle acque antistanti, senza però che fosse impedito ai visitatori di sbarcare e di soggiornare, per godere dei paesaggi ricchi di un fascino selvaggio e incontaminato e del mare cristallino, particolarmente apprezzato dagli appassionati di immersioni e di snorkeling per lo spettacolo offerto dalla ricchissima flora e fauna sottomarina.

Oggi pertanto Giannutri rappresenta un perfetto mix tra valorizzazione ambientale e ricezione turistica, garantita dagli alloggi disponibili nelle ville dell’interno e nel villaggio di Cala Spalmatoio (ora gestito direttamente dal consorzio dei proprietari delle abitazioni): un modello per il turismo del nuovo millennio, sempre più orientato verso una prospettiva ecosostenibile.

Sull’isola si trovano due spiagge di ciottoli e sabbia (Cala Spalmatoio e Cala Maestra) e molteplici altre cale di scogli raggiungibili più o meno comodamente tramite i sentieri.

Per coloro che non soggiornano a Giannutri (numerosi sono i visitatori occasionali che vengono sbarcati dalle motonavi che effettuano crociere con partenza dal continente e dalla vicina Isola del Giglio) la possibilità di esplorare l’isola è stata limitata alla sola parte centrale: per percorrere i sentieri della parte nord e sud fino all’incantevole faro è necessario essere accompagnati dalle guide naturalistiche dell’Ente Parco; molto minori, come si è detto, i divieti per i proprietari di abitazioni, affittuari o loro ospiti, che sono autorizzati con apposito pass a visitare Giannutri nella sua interezza. Come in tutti i parchi nazionali, molti divieti sono stati imposti per creare un equilibrio tra la presenza umana e la tutela ambientale, tra cui il divieto di campeggio, di raccogliere piante, accendere fuochi, disturbare gli animali ed in particolari le specie protette di volatili che hanno eletto le scogliere di Giannutri luoghi prediletti di nidificazione.

L’isola di Giannutri è raggiungibile con un servizio di linea da Porto Santo Stefano tutto l’anno, salvo quando le condizioni del mare non consentono la partenza delle motonavi. Il trasporto è limitato ai soli passeggeri e ai loro animali domestici, poiché sull’isola è proibito lo sbarco di veicoli a motore non autorizzati. Per ogni informazione sull’isola di Giannutri è possibile consultare il portale https://giannutri.info .

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.