Creare Impresa : che progetti hai ?

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Creare Impresa : che progetti hai ?

Creare Impresa : che progetti hai ??
Come aprire una Cooperativa Multiservizi

E’ qui viene il bello 🙂

Io penso che si inizi così : se ci si sente forti ed attive e soprattutto portate a lavorare anche fuori di casa, allora si inizia ad imparare un mestiere, possibilmente quello che davvero ci gusta ed entusiasma…ma poi col passare del tempo scatta, oltre l’esperienza, anche l’interesse e curiositĂ  di saperne di piĂą e così oltre al lavoro quotidiano si iniziano a frequentare corsi di formazione…
Ma allora perchè non creare qualcosa di buono da noi, sfruttando le nostre conoscenze maturate nel corso del tempo ??

Ecco qui un’idea –> Come costituire una Cooperativa

Lo spirito della cooperativa è esaustivamente espresso dalla Costituzione Italiana che all’art. 45 recita “la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualitĂ  e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi piĂą idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”.

La cooperativa è una forma d’impresa ottimale per i gruppi di persone che si uniscono con finalità che non prevedono unicamente la suddivisione degli utili, come nelle società. Quindi, aprire una cooperativa significa dare vita ad un’attività economica o imprenditoriale, in qualsiasi settore, che ha come base uno scopo mutualistico. Questa forma giuridica è finalizzata a favorire i propri soci garantendone sicurezza e vantaggi e, al tempo stesso, imprimendo all’impresa principi di solidarietà socialmente utili alla comunità. Inoltre, chi apre una cooperativa s’impegna a realizzare un bene anche a favore delle generazioni future.

Alla luce di tali scopi, questa forma giuridica di esercizio di un’attività è particolarmente incentivata dalla legge, godendo quindi di varie forme di finanziamento a livello nazionale e locale, oltre ad alcune agevolazioni fiscali.

Per costituire una cooperativa è indispensabile che i soci siano almeno 9, se ci sono sia persone fisiche che giuridiche, oppure il minimo è di 3 soci a condizione che la compagine sociale sia composta solo da persone fisiche (e tale condizione rimane fino ad un massimo di 8); inoltre in linea di massima le persone non devono esercitare, con una propria impresa, attività identiche o affini a quella della cooperativa.
E’ importante sottolineare che il capitale sociale di una cooperativa viene definito in considerazione del progetto e delle sue finalità. Tuttavia, la legge impone dei limiti che vanno da un minimo di 25 euro a un massimo di circa 75.000 per socio. In caso di rischio, il capitale sottoscritto è l’unico di cui rispondono i soci (a differenza delle società di persone in cui la responsabilità è illimitata); ci sono poi delle responsabilità specifiche degli Amministratori legate alla gestione dell’impresa.

Il profilo societario prevede una strutturazione incentrata sull’Assemblea dei Soci (organo sovrano), sul Consiglio di Amministrazione (in alcuni casi un amministratore unico), eletto dall’Assemblea, che si occupa della gestione ordinaria, ed eventualmente sul Collegio Sindacale (che diventa obbligatorio solo se si superano alcuni limiti dimensionali o di fatturato).
Infine, sulla base del tipo d’attività svolta, sono stati delineati vari tipi di cooperative, da quelle culturali, turistiche, sportive, alle cooperative di produzione e lavoro, alle cooperative sociali. Queste ultime godono di particolari agevolazioni fiscali.

 Tipologie di cooperative più frequenti :

  • Cooperative agricole: sono incentrate prevalentemente sulla coltivazione della terra, ma si occupano anche di acquisti e servizi di raccolta, di conservazione e trasformazione dei prodotti agricoli e di allevamento di bestiame;
  • Cooperative di produzione e lavoro: svolgono attivitĂ  varie di produzione o di servizi ed in questo caso i soci sono, nel contempo, lavoratori e imprenditori. Ciò permette una certa autonomia lavorativa pur ricercando di garantire un posto di lavoro e un salario. Inoltre, le cooperative di produzione e lavoro godono di una detassazione riguardante IRPEG e IRAP;
  • Cooperative culturali, turistiche e sportive: organizzano, gestiscono e promuovono attivitĂ  culturali, servizi turistici, impianti sportivi ed altre attivitĂ  dedicate al tempo libero.
  • Cooperative sociali: oltre a ricercare occasioni di lavoro per i soci hanno un cosiddetto “scopo mutualistico esterno”, cioè hanno finalitĂ  solidaristiche nei confronti della collettivitĂ  e del territorio in cui operano; svolgono la propria attivitĂ  con gli Enti pubblici e/o privati nel campo dell’assistenza, dei servizi di supporto in ambito scolastico-educativo o di mediazione culturale, e comunque in tutte quelle attivitĂ  dove gli utenti sono persone in stato di disagio e/o svantaggio, quali anziani, degenti, handicappati, persone con problemi psichiatrici o di tossicodipendenza, minori a rischio. In alternativa possono inserire al lavoro in attivitĂ  varie persone in stato di svantaggio (certificato dai servizi sociali o sanitario-legali) che diversamente sarebbero escluse dal mercato del lavoro, in una percentuale minima stabilita dalla legge.

Le cooperative sociali possono avere nel loro interno soci volontari. E’ importante sottolineare che, per la natura della loro azione, le cooperative sociali godono di particolari agevolazioni fiscali e di un favorevole regime Iva (per alcune attività è possibile operare in regime di esenzione Iva).

Adempimenti costitutivi :

I soci che intendono fondare una cooperativa devono, alla presenza di un notaio, redigere un atto costitutivo pubblico ed uno statuto sociale, il quale disciplina lo scopo, l’oggetto sociale ed il funzionamento della cooperativa. Per evitare ulteriori spese future di modifica dello statuto, è consigliabile, all’atto della costituzione, inserire eventuali attività che si potranno svolgere in futuro.
In base al progetto e alle finalità dell’impresa, si definisce il capitale sociale (che è anche la cifra della quale i soci rispondono).
L’atto costitutivo sarà depositato dal notaio presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio della provincia di appartenenza nei termini di legge; la società acquista personalità giuridica perfetta solo al momento dell’iscrizione in tale Registro: prima di questo momento si opera quindi a responsabilità illimitata.

E’ necessario richiedere l’attribuzione della Partita Iva all’ufficio locale competente dell’Agenzia delle Entrate, entro pochi giorni dalla costituzione in quanto è necessaria al notaio per iscrivere la società in Camera di Commercio; tale procedura è ormai solo per via telematica per cui bisogna avvalersi di un soggetto abilitato quale un Centro servizi di una centrale cooper
ativa o di uno studio di commercialisti.
La denuncia di avvio attività da presentare presso il REA (Repertorio per le notizie Economico-Amministrative) della Camera di Commercio deve avvenire entro 30 giorni dall’effettivo inizio dell’attività, a meno che l’attività che si intende svolgere richieda adempimenti od autorizzazioni particolari.
Ai fini contributivi, assistenziali e previdenziali, quindi ai fini INPS e INAIL, si deve procedere all’iscrizione della cooperativa e dei singoli soci che lavorano all’interno dell’impresa, avvalendosi di un centro servizi abilitato.

Costi
La spesa da sostenere per l’apertura dipende dall’onorario richiesto dal notaio ma, in linea di massima, tenendo conto dei costi di costituzione, di deposito e di iscrizione, si attesta attorno ai 2.000 Euro.

Pro
Le cooperative godono, di norma, di particolari agevolazioni fiscali e per alcune categorie ed attività di un favorevole regime Iva (talvolta è anche possibile operare in regime di esenzione Iva).
L’unico capitale di rischio è costituito dalla quota sociale.

Contro
Non si rilevano particolari svantaggi. I rapporti di forza all’interno della società non sono predefiniti ma si delineano nell’assemblea in maniera democratica, tenendo conto che i soci hanno un solo voto pro-capite.

Normativa
Codice Civile, Titolo VI “Delle imprese cooperative”, Capo I – Articoli 2511-2545 (dall’1/1/2004 la numerazione degli articoli ed il contenuto saranno modificati, entrando in vigore la Riforma del Diritto societario).
D.L.C.P.S. 1577/’47 – L. n.381/’91 – L. n.59/92 – L. n.142/2001 – L. n.30/2003.

(Fonte : Website Provincia di Torino).

 

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