Come essere in regola con la prevenzione incendi in Hotel

Come essere in regola con la prevenzione incendi in Hotel? Solo se, a questo punto, il nostro cliente avrà nozioni relative alle normative o un consulente di prevenzione incendi degli arredi potrà evitare molti problemi.

Professionista al quale dovrà in ogni caso rivolgersi, volendo seguire la norma , se non altro perché dovrà certificare, compilando la “ dichiarazione inerente i prodotti impiegati “ (MOD. PIN- 2.3_2014_ DICH. PROD ) , da consegnare ai Vigili del Fuoco, che gli arredi acquistati rispettano le normative.
Ma valutiamo i vari aspetti dell’acquisto fatto. Il cliente ha scelto la ditta concorrente e non il nostro “serio produttore” . Prezzo, disponibilità di modelli e garanzie offerte hanno spostato la scelta verso la ditta diciamo più dinamica e versatile . Gli arredi sono stati consegnati, corredati di molte certificazioni, e posizionati in hotel. Tutto bene, nessun problema.
A questo punto non voglio considerare il caso estremo di un incendio, mi limiterò alla possibilità, seppur remota, di un controllo da parte dei Vigili del Fuoco, ma anche al controllo del professionista che dovrebbe certificare gli arredi.
La prima richiesta sarà quella di visionare tutta la documentazione relativa agli ultimi acquisti fatti .
Il cliente, mostra tutti i documenti rilasciati dal produttore. Il primo documento richiesto dai Vigili del Fuoco probabilmente sarà la dichiarazione firmata dal professionista , che il cliente avrebbe dovuto consegnare ai Vigili del Fuoco. Non c’è .
Viene richiesta la “dichiarazione di conformità “ degli arredi che, fra tutte le certificazioni senza valore , non c’è. A questo punto non immagino quale azione possano intraprendere i Vigili del Fuoco, ma sicuramente quegli arredi, a meno che non vengano sottoposti ad una certificazione ad hoc, dovranno essere rimossi perché nessuno risulta essere omologato.
Il nostro, mancato cliente, si rivolge al produttore denunciando l’accaduto. Le risposte che riceverà possono essere le più fantasiose, dal “ Noi lavoriamo da anni e abbiamo sempre fatto così ” a “ nessuno ci ha mai contestato niente ” fino a sottolineare che “ noi vi abbiamo consegnato le certificazioni di tutti i componenti” .

In effetti il fornitore può aver ragione: ci sono così pochi controlli che la probabilità di essere colti in fallo è rarissima.
Questo non esclude il problema e, tornando all’inizio del mio post precedente , ecco che la valutazione fatta nei confronti del nostro “ produttore serio “da parte del cliente , oltre che danneggiare il produttore stesso, ha danneggiato anche il cliente, e recherà danno anche alla ditta concorrente.
Nel caso fosse stato scelto il “ produttore serio “ , il cliente, avrebbe ricevuto le dichiarazioni di conformità in originale, documento dal quale si poteva rilevare che i manufatti erano omologati, e, a parte la mancata presentazione della dichiarazione del professionista che in ogni caso è tenuto a consegnare, gli arredi sarebbero rimasti al loro posto.
Questo è quello che succede quotidianamente nell’acquisto di arredi. Lo spunto, l’ultimo in ordine di tempo, per questi due post è stata la dichiarazione di un produttore di arredamenti che, quasi meravigliato, mettendo le foto di un hotel , dichiara su un social network : ” oh ma guarda dove sono andati a finire i miei divani e le mie poltrone, in un prestigioso hotel…”
Diciamo che in hotel gli arredi non dovrebbero “ andarci a finire per caso ” ma questo succede molte volte, oltretutto, con passaggi di mano il più delle volte inimmaginabili.
Come ho scritto molte volte , e non mi stancherò di ripeterlo, seguendo le normative è possibile fare tutto , o quasi tutto, ci sono regole che se applicate possono risolvere molti problemi o almeno evitare di crearsene, naturalmente tutto deve avvenire prima dell’acquisto.


Come sempre, ecco a voi il contributo periodico del nostro Co-Blogger per l’occasione Andrea Bettanin.

Se avete domande…non esitate a chiedere…Alla prossima!

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