Aprire un Hotel : quanto mi costa?

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Aprire un Hotel : quanto mi costa?

Quanto può costare aprire un hotel? Ho osservato come statisticamente l’articolo che scrissi in passato, legato al mio interesse personale, sui costi da sostenere per aprire un hotel sia molto ricercato…la cosa mi lusinga parecchio perchè sta a significare quanto ancora in Italia tante persone desiderino mettersi in gioco realizzando un’attività che abbia la possibilità di emergere quanto prima e meglio possibile.

Ma cosa non dissi la volta scorsa è perchè la scelta di un Hotel o anche attività extralberghiera?

Molto spesso ci si imbatte in situazioni difficili, start up e quant’altro con potenziali imprenditori che forse un pò precipitosamente hanno scelto di buttarsi senza informarsi per benino sul percorso da fare, non mi riferisco tanto alle spese ed ai tanti costi fissi (TARES, canone TV annuo, cartellonistica, servizi in outsourcing per pulizie e manutenzione ecc ecc) ma soprattutto al fatto di crearsi a priori un Business Plan considerando tutti i pro e contro.

Ora, si fa presto a parlare, ma anche preparare un lavoro organizzato è a dir poco necessario per evitare di spendere magari anche più del dovuto ma non riuscire specie all’inizio ad emergere…Valutiamo allora quali sono i fattori da considerare attentamente e che, secondo me, meritano di essere messi nel conteggio finale :

  • Di quale budget si dispone? Sufficiente per coprire un progetto messo a punto da un studio di architettura ? Oppure meglio volare più bassi e pensare ad un piano di gestione? Un modo per livellare i costi iniziali ma certo ciò che non si spende in un acquisto vale per una locazione e spesso neanche loro sono da sottovalutare…
  • Se scegliamo la 2° possibilità, ovvero la presa in gestione, sarà allora da considerare ed informarsi sulla reputazione della struttura prescelta…giusto per capire quale situazione si va a prendere se in qualche modo ancora discreta o decisamente disastrosa dove si dovrà cancellare la memoria e ripartire da zero!
  • La preparazione tecnica è a dir poco necessaria : conoscere il settore al quale si ambisce è molto importante sia per poter contare tanto su sè stessi (e meno sulle consulenze a pagamento) sia per sapere esattamente a chi e come rivolgersi. Non sempre la scuola alberghiera, come d’altronde un pò tutte le scuole secondarie in Italia sono poi così complete nel fornire una adeguata formazione professionale. Alla fine conta molto ciò che si impara “on the road” oppure se dovessi suggerire uno studio post-diploma o laurea mi orienterei direttamente verso gli studi superiori in Svizzera o Germania del Nord (mai sentito parlare della scuola in Svizzera Les Roches o delle scuole di alta formazione ad Amburgo o Heidelberg? Per info) o in USA alla Cornell University
  • Gestione della contabilità e parte amministrativo-fiscale. Pur disponendo di ottimi programmi gestionali, se la vostra conoscenza in materia non è approfondita nonchè aggiornata, meglio avvalersi di un commercialista serio ed affidabile che possa curare questo aspetto per voi…
  • Quanto conta la pubblicità on- ed offline nella promocommercializzazione di una start-up e non? Beh, direi che questo è uno di quei fattori da non sottostimare visto che noi tutti auspichiamo lavorare soprattutto col mercato estero dobbiamo anche conoscere le tendenze del mercato internazionale per esserci sempre e comunque con la nostra offerta…noo? Ora, basta seguire seminari ed aggiornamenti per sapere già in partenza che ormai viaggia quasi tutto online e che statisticamente più del 85% dei viaggiatori e potenziali clienti scelgono le loro destinazioni e strutture direttamente online, basandosi su recensioni – passaparola – buona impaginazione – buona Social reputation ecc ecc
  • Scelta della struttura : o forse sarebbe meglio precisare quanto sia importante l’ubicazione e la potenziale richiesta rivolta verso quella destinazione…Superato questo primo step, considerare altri fattori tipo analizzare i nostri competitors e la loro offerta per creare qualcosa di altrettanto buono ma diversificato per avere la chance di partire bene e possibilmente con una marcia in più!
  • Dimensioni della struttura : perchè questo? Se si vuole offrire un buon prodotto e servizi annessi occorrerà anche esserci con un buon numero di collaboratori…quindi valutare i costi da sostenere in tal senso. Penso sia meglio gestire una struttura piccina ma con personale sereno e soddisfatto piuttosto che puntare su una struttura di 50 camere o più ed un addetto per turno e per reparto…questo significherebbe scarso servizio nonchè semi-nulla assistenza al cliente finale…
  • Food and Beverage o semplice bed-and-breakfast? Soddisfatto il desiderio primario di fornire l’alloggio, sopraggiunge la seconda parte…il mangiare 🙂 E già perchè è anche molto importante capire quali sono le tendenze per adeguarsi alle esigenze del mercato. Ed il mercato oggi ci dice che nel 2013 ben quasi il 70% dei turisti hanno speso in consumi agroalimentari (c/o ristoranti e pizzerie, bar e caffetterie, market ecc ecc). Da ciò ne consegue che qualora non si disponga di una sala adatta a produrre pietanze, anche una buona colazione completa rivolta verso tutti i gusti può comunque qualificarci come buoni ed attenti host o hotelier.
  • In fondo se ci si pensa bene, perchè un’attività abbia successo molto dipende dalla capacità e passione del suo gestore nonchè soprattutto dalla capacità di trasmettere ai suoi collaboratori quell’entusiasmo nell’eseguire le proprie mansioni che a lungo andare ci premieranno del buon fare! La fortuna aiuta gli audaci! Puntare sulla qualità (non solo quantità per monetizzare più in fretta) alla fine ripaga dei tanti sforzi effettuati nel corso del tempo…io ne sono convinta e voi?

 

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